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Cina, il film di Winnie The Pooh non sarà distribuito nelle sale. Censura in vista?

Non ci sono motivazioni ufficiali ma sembra per evitare le prese in giro al presidente cinese Xi Jinping

Il governo cinese ha bloccato la diffusione in Cina di Ritorno al bosco dei 100 acri, film Disney diretto da Marc Forster e ispirato al romanzo Winnie Pooh di A.A. Milne. A riportarlo è Hollywood Reporter che per primo ha dato la notizia del rifiuto della Cina di distribuire il film.

Il governo cinese non ha spiegato le ragioni della sua decisione, ma una fonte citata da Hollywood Reporter ha sostenuto che il problema sia la figura di Winnie Pooh, l’orso protagonista dei libri, la cui immagine viene usata da tempo per irridere il potentissimo presidente cinese Xi Jinping dai suoi oppositori.

Nel 2013 la foto del leader a passeggio al summit di Sunnyvale, in California, con l’allora presidente statunitense Barack Obama fu accostata a quella di Winnie Pooh e Tigro (dove Xi era Winnie Pooh e Obama era Tigro).

L’anno successivo, in seguito all’incontro tra Xi e il primo ministro giapponese Shinzo Abe, cominciò a circolare l’immagine di Winnie Pooh accanto a Ih-Oh, l’asino grigio di pezza.

Così nel luglio 2017 il governo cinese rese praticamente impossibile pubblicare sui social network nome e foto del famoso orsetto. Anche il sito della televisione americana HBO è stato bloccato in Cina qualche mese fa dopo che il comico John Oliver aveva preso ripetutamente in giro Xi per la sua somiglianza con Winnie Pooh.

Le prese in giro a Xi Jinping, ha spiegato il Guardian, potrebbero non essere l’unico motivo del divieto di diffusione di Ritorno al bosco dei 100 acri: in Cina vengono infatti distribuiti solo 34 film stranieri all’anno e non è inusuale che anche le grandi produzioni rimangano fuori dal gruppo ristretto dei film ammessi nelle sale. Quindi la censura della pellicola potrebbe anche non essere la vera motivazione, quantomeno non quella ufficiale.